Dal 1928
4 generazioni
di mugnai
Una macchina viva di legno, cuoio e ferro, sensibile al clima e alle stagioni. Qui, fra le verdi colline del Friuli, l’amore per l’antico mestiere e per le cose buone è lo stesso di sempre.
Il Cuore
All’interno delle mura del Molino, il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. Custodiamo un impianto storico che non è un semplice strumento di produzione, ma un gioiello di meccanica antica che richiede ascolto e competenza. Il legno, il cuoio e il ferro che compongono i macchinari sono materiali vivi, che reagiscono all’umidità dell’aria e alla temperatura esterna: per questo il nostro lavoro non può essere automatizzato, ma richiede la presenza costante e l’occhio esperto del mugnaio.
1928 — La fondazione
I primi documenti ufficiali risalgono al 1928, quando Nicolò rileva l’antica macina del paese dal Molino sito sul rio Vena. Il Molino era quasi in disuso a causa dello scarso afflusso d’acqua estivo e delle estreme temperature invernali che gelavano il flusso e di conseguenza la forza motrice.
La macina viene quindi spostata nell’attuale sito di Via Gino Nais e fatta girare con un motore elettrico, uno dei primi Molini elettrificati della regione.
Gli anni '30 — Nicolò e i figli
Una grande famiglia, una grande passione.
All’ormai cinquantenne Nicolò si uniscono i figli Pacifico, Giacinto, Marino, Ermenegildo, Fiore e Desiderio che insieme ampliano e consolido l’attività.
Durante la Seconda Guerra Mondiale il molino viene sequestrato dai nazisti per garantire a loro la fornitura di farine. Durante il giorno quindi l’azienda era obbligata a lavorare per i tedeschi, invece la notte garantiva supporto agli abitanti del paese e anche ai partigiani che passavano a chiedere aiuto
Gli anni '50 - Ermenegildo
Il Nonno Ermenegildo (classe 1916), che tutti chiamavano Gjino, dopo una esperienza come fornaio a Fagagna, alla fine del secondo conflitto rimane l’unico a portare avanti l’azienda insieme alla moglie Ancilla (classe 1920) ed il giovane Dario, che terminate le scuole a Cividale comincia anche lui ad apprendere l’antico mestiere.
Gli anni '70 - Dario
Il padre Dario (classe 1941), fin da giovanissimo aiuta con la macina in molino e le consegne con il piccolo ma robusto Moto Guzzi Ercole 500. Dopo un’esperienza da autista e da oste con la giovane moglie Silvana (classe 1942 e ancora oggi a supporto dei figli) rientra in molino per sostituire Ermenegildo che nel 1982 si ammala e muore rapidamente l’anno successivo.
Gli anni '90 - Doris e Mario
Doris (1967) e Mario (1978), nonostatante gli studi tecnico-meccanici svolti decidono di proseguire la tradizione di famiglia e dopo un periodo di affiancamento al padre, che si ritira in pensione nel 2005, cominciano il loro percorso. Innovazione, pur rimanendo legati alla tradizione, e qualità rimangono la base di una azienda che ha raggiunto la sua quarta generazione di mugnai.